Città d'inverno a metà prezzo: accordo fatto. Card a chi consuma da aprile, nei negozi supersconti un giorno la settimana

05 Feb  0 Eventi e News

Arezzo, 5 febbraio 2015 – La ricetta salvacentro non solo è pronta: a questo punto è operativa. Lo è, almeno strategicamente, da ieri: perchè a questo punto Marco Grotti, che si è inventato questa formula, ha trovato l’accordo con l’associazione commercianti. E la corazzata organizzativa di via XXV Aprile si è già messa in moto per renderla non solo promettente ma fattibile.

La città a  metà prezzo. O meglio ancora l’”Happy Town”, nome ispirato a quell’happy hour che ha rivoluzionato il mondo degli aperitivi e riconciliato i consumatori con gli alcolici proprio puntando sui prezzi.

La prova? Dal confronto avvenuto ieri, con la presidente Anna Lapini a guidare la delegazione di Ascom, la mossa esce trasformata. Ecco come. La soluzione del dimezzamento dei prezzi riguarda in prima battuta bar, ristoranti, alberghi, accoglienza, degustazione. Naturalmente chi ci sta, un po’ come su tutta la soluzione.

Per i negozi ci sarà un canale bis, anzi un doppio canale tipo quello della scuola. Agevolazioni fortissime (entità da definire ma almeno del 25%) ma concentrate in un giorno della settimana: quasi certamente il giovedì, che dai dati emerge come il giorno debole sul piano degli affari. E in questa maniera l’idea diventa non solo una ricetta per richiamare i turisti, unici interlocutori del progetto metà prezzo, ma forse anche per provare a corroborare i periodi di stanca delle vetrine.

Modalità? Da aprile chi fa consumazioni (a tavolino nei bar, pranzi o cene nei ristoranti e via dicendo) riceve se turista una card. Con le sue generalità, nome e cognome, se non altro per evitare che diventi una scorciatoia attraverso la quale abbattere qualunque tipo di spesa nei locali. A quel punto se io sono capitato ad Arezzo non solo come turista ma anche semplicemente perché ero ad un convegno o avevo fatto una consegna in città mi ritrovo in tasca una tesserina (tipo bancomat) da sfruttare al mio ritorno, meglio se con famiglia perfino allargata, nei mesi da novembre a marzo. E questo magari mi invoglierà a tornare davvero dove non sarei tornato. Quello che spenderò, anche se dimezzato, sarà comunque un plus: l’idea alla fine è tutta qui.

La proposta si rivolge non solo al centro storico ma a tutta la città. Sarebbe impensabile creare uno squilibrio tra un locale di Pescaiola e una di piazza Grande. E più che impensabile sarebbe profondamente ingiusto: e così in questo senso la soluzione è anche tra le prime che non fa differenze tra il negozio del Corso e quello di  quartiere. Anche se, è chiaro, rivolgendosi ai turisti resta una ricetta che ha soprattutto una ricaduta sul centro.

E per farle conoscere? Tante soluzioni tecniche e una sicurezza: ci sono già sponsor pronti a intervenire per una promozione di livello nazionale. Che è l’unica plausibile per un’idea che ammicca al turista e al non aretino.

Una curiosità finale. Resta l’embargo nei giorni della Fiera Antiquarias, perché quello è un periodo di “alta stagione” e funziona così dappertutto. Però è anche vero che se vengo per la Fiera e faccio una consumazione o un acquisto a quel punto ho un motivo in più per tornare anche in un weekend diverso da quello della Fiera. Ingredienti che sono stati giudicati idonei a provarci: a cominciare dalla ricerca di adesioni, che sarà proprio l’Ascom a misurare sul campo con una serie di incontri. Lì, al capezzale di una città che per sei mesi è malata. Se non altro di solitudine.

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