Caffè dei Costanti storia – 1804-1840

05 Feb  0 Storia

La lunga storia di questo locale è costellata di frequenti chiusure, riaperture, controversie, fallimenti. Venne inaugurato per la prima volta tra il 1804 e il 1805 nelle “Stanze” al piano terreno del palazzo che ospitava l’Accademia dei Costanti, prospiciente la via Vallelunga e l’angusta piazza San Francesco. Può darsi che il primo conduttore sia stato certo Luigi Mori, caffettiere di professione, ma le prime notizie sicure della sua attività risalgono al 1807, quando nell’adunanza del 14 maggio del corpo Accademico il signor Lorenzo Romanelli, già presidente della Regia e Imperiale Accademia delle civiche Stanze, ne richiese la conduzione: chiese che gli venisse consegnato il locale per nove anni e senza dover pagare nessuna pigione, mentre lui si impegnava a provvedere la Bottega del Caffè del “mobiliare” e degli attrezzi necessari.

9
All’inizio il Caffè dei Costanti era formato da due semplici stanze separate, arredato con una vetrina gialla di legno, sei tavolini verniciati, undici sgabelli, due panche di legno verniciate di scuro, sei specchi alle pareti tra grandi e piccoli con le cornici celesti, quattro “telari” che formavano il soffitto del locale, un paravento all’uscio del chiostro e una lumiera di cristallo con sei bracciali. In una delle retro-stanze si trovava la cucina, corredata di un forno dove cuocere le paste e una latrina per uso interno. Tra gli attrezzi da laboratorio il signor Romanelli aveva acquistato una pietra per macinare la cioccolata, teglioni di lamiera, sorbettiere di stagno, vasi da cioccolata, vasi di rame da caffè, forme da cioccolata, bussolotti di porcellana, una padella chiusa per tostare il caffè, cucchiaini, piattini, bicchieri lisci da gramolata di cristallo, bicchierini da rosolio, tazze bianche da caffè e altro ancora.
Non esistono altri documenti che possano testimoniare dell’andamento del locale sotto la sua conduzione, ma è certo che nonostante l’iniziale entusiasmo e dopo solo tre anni di attività – dei nove che l’Accademia gli aveva concesso – il signor Romanelli decise di lasciare la Bottega con tutto il “mobiliare” e gli attrezzi da cucina: “mobiliare” e attrezzi che l’Accademia consegnò al nuovo caffettiere Antonio Pieraccini con la scritta privata del 5 febbraio 1810.

Comments are closed.