Daily Archives: June 11, 2015

Vip, aperitivi, applausi e fischi: e San Francesco si scopre ultimo stadio del ballottaggio

Da giorni e da notti si dividono il centro.Chi in un punto elettorale e chi in un alttro, chi in una piazza e chi in un’altra. Ogni tanto si sfiorano, in uno svolazzare di magliette bianche, spille, gazebo mobili. Stavolta si sono dati appuntamento faccia a faccia.

Il faccia a faccia di San Francesco, nato per rimanere dentro i Costanti e poi sciamato fuori, con i candidati a ridosso della Galleria Bruschi e il pubblico dappertutto. Un piccolo stadio della politica, le cui direttrici conducono tutte a Matteo Bracciali, l’alfiere del centrosinistra uscito vincitore per 3500 voti dalle elezioni di dieci giorni fa, e Alessandro Ghinelli, l’esponente del centrodestra che spera di ribaltare quel verdetto al ballottaggio.

Un clima da stadio ma rispetto ad altre storie, ad altre San Francesco una piazza sostanzialmente tranquilla. Ma pronta ad esplodere tra applausi e boati nelle curve del botta e risposta incalzante. E a scaricare fischi come i bombardieri sganciavano le bombe.

I temi sono i soliti, quelli sui quali si dividono da giorni, anzi da anni, forse da quella sottile linea che divide da sempre due culture, due approcci diversi alle questioni che contano. Sanità (a capotavola l’intervista al governatore Rossi del nostro giornale con l’annuncio della maxi-Usl ad Arezzo), burocrazia, turismo, le piazze del centro, la sosta, il traffico.

Ma la piazza è di quelle informate dei fatti: ci sono i curiosi, gli innamorati della politica, i semplici elettori. Ma 3 persone su cinque sono lì perché in quota a questo o a quello, chi da vicino e chi da lontano, chi candidato e chi no, chi vincitore e chi vinto.

C’è Vincenzo Ceccarelli che troneggia da una parte, poco distante la collega in Regione Lucia De Robertis. Il Pd ha tutti i suoi vertici, passa anche il sindaco quasi uscente Stefano Gasperini. Dello schieramento di là ecco particolarmente attivi Paolo Bertini, Franco Scortecci, Roberto Bardelli.

Ci sono i parenti stretti, che non hanno bisogno di sfoggiare magliette o spille. La gente si accalca sulle scale del sagrato o allunga lo sguardo dai tavolini. E ci sono i titolari dei Costanti che gongolano bipartisan, perché con il calore della politica salgono anche la sete e insieme la voglia di aperitivo.

La maggioranza della piazza sa già da mesi, forse da anni per chi votare ma si affolla in una sorta di rito a metà tra l’appartenenza e il tranining autogeno. Gli altri (pochi a tratti pochissimi) sfogliano la margherita: magari finendo per affondarla nel cocktail da sorseggiare in piedi, lì, nel piccolo stadio della politica aretina.

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