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Su il sipario: il Teatro Petrarca restituito alla città. Mercoledì 15 aprile prima apertura pubblica

Eccolo qua. Pronto ad accogliere nuovi spettacoli e spettatori. Il teatro Petrarca torna agli aretini. La prima apertura al pubblico, così come rende noto il pro sindaco Stefano Gasperini attraverso la propria pagina Facebook, avverrà il prossimo mercoledì 15 aprile. Dalle 17 alle 20 chi lo desidera potrà visitare l’edificio riportato al suo antico splendore dopo un lungo e accurato restauro.

“Si alza il sipario sul Teatro Petrarca –  spiega Gasperini – Tanta emozione per questo importante risultato che arriva durante le ultime settimane del mio mandato. Il frutto di un grande lavoro di tanti, di tenacia, di passione, di visione. Dopo tanti anni Arezzo si riprende il suo Teatro, il centro cittadino recupera un contenitore straordinario, la cultura della città ritrova un simbolo. L’appuntamento per la presentazione è mercoledì 15 dalle 17 alle 20″.

Un momento particolarmente atteso da tutta la città che da anni aspetta di ammirare nuovamente la prestigiosa ribalta. All’appuntamento di mercoledì prossimo parteciperanno, oltre agli amministratori locali e regionali, anche i progettisti che hanno seguito e contribuito a realizzare i lavori di recupero.

Prossima anche la data della Prima. Secondo quanto reso noto negli scorsi giorni proprio dall’assessore alla cultura Giuseppe Pasquale Macrì“Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per farlo riaprire celermente. Se non ci saranno intoppi, il 21 aprile”.

Un gruppo di cittadini al lavoro per il turismo ad Arezzo

Sono una ventina di persone di varia estrazione e orientamento politico che hanno in comune la voglia di far qualcosa per la città. Un piccolo gruppo di commercianti aretini ha messo insieme un laboratorio di idee in collaborazione con quelle che loro stessi definiscono  (a “insindacabile” giudizio) “teste pensanti”, il tutto per produrre una proposta seria e fattibile da presentare a chi dai prossimi mesi dovrà amministrare Arezzo. Un progetto ambizioso che con un costo irrisorio per l’amministrazione (ma con un suo pieno impegno e coinvolgimento) possa attrarre in città flussi di turisti che vi soggiornino più a lungo di quanto non accada oggi, e anche nel periodo invernale.

E’ forse un volersi sostituire al “pubblico”?
“No”, dice Marco Grotti, animatore dell’iniziativa, “si tratta di smetterla di piangersi addosso e farsi cittadini attivi, tutto qui.

A cosa state pensando in particolare?
” a caratterizzare la città, a coinvolgere le strutture ricettive, a eventi che si possano ripetere nel tempo, a una sinergia con il territorio… ma è presto per scendere in dettagli. Le idee non mancano…”

A quando il varo della proposta?
“Ci stiamo lavorando con entusiasmo e nel giro di una o due settimane saremo in grado di rendere pubblici i risultati di questo impegno…”

Non ci resta che attendere, fiduciosi.

http://www.arezzonotizie.it/blog_redazione/gruppo-cittadini-per-turismo-ad-arezzo/

Il grido d'allarme dei big del commercio: in centro regnano sporcizia e incuria

Erba che cresce sui muri, immondizia lasciata in giro a tutte le ore del giorno e della notte, marciapiedi rotti. Accade nel raggio di poche decine di metri e nel pieno centro di Arezzo, tra piazza San Francesco e piazza della Badia. Non hanno paura a usare la parola degrado i commercianti della zona per descrivere la situazione. Sono Marco Grotti, Andrea Pernici, Monica Nofri, Pietro Brocchi (nella foto al centro insieme ad Andre Pernici) ma uno qualsiasi degli operatori della zona direbbe le stesse cose.

image marco

«Parliamo di una città che vuole avere una vocazione turistica – spiega Grotti – eppure molta gente viene qui a chiedermi dov’è la chiesa di San Francesco, perché non c’è un totem che lo indichi. Inoltre, queste fioriere lasciate sul sagrato sono pericolose, i bambini ci giocano, cadere giù è un attimo. A parte questo, il marciapiede della piazza è rotto in più punti, vedo inciampare almeno una decina di turisti al mese, per fare una media a spanne. E non parliamo delle buste di immondizia lasciate in giro a ogni ora. Nel caso di attività di ristorazione la scelta è ardua: una volta pulito il locale la sera non possiamo tenere l’immondizia dentro, però se la portiamo fuori viene ritirata la mattina successiva. Un servizio ad hoc per i locali commerciali non mi sembra una richiesta impossibile». Anche Monica Nofri ha qualcosa da dire in merito a informazioni turistiche e pulizia:

«Spesso le persone entrano nel mio negozio per chiedermi dove si acquistino i biglietti per gli affreschi di Piero perché, anche qui, non c’è niente che indichi dove si trova la biglietteria. E quanto al degrado, vogliamo parlare del problema dei piccioni? Via Madonna del Prato viene pulita soltanto fino a un certo punto, dopo di che restiamo abbandonati a noi stessi. Ed è inutile dire quanto gli escrementi di piccione siano brutti da vedere e anche pericolosi per la salute». Sullo stesso tenore le considerazioni di Andrea Pernici che rimarca: «La sera, quando la spazzatura è fuori dai locali, arrivano anche i topi. Se questa città vuole davvero intercettare un flusso di turisti importante, allora bisogna fare in modo che non ci siano zone di serie A e zone di serie B, specialmente in un centro storico che tutto sommato è piccolo».

I commercianti, insomma, ce la mettono tutta ma chiedono un’attenzione particolare alle esigenze delle varie attività e al colpo d’occhio della città, ben consci del fatto che i tesori artistici e culturali che Arezzo sono attrazioni per potenziali turisti, ma in assenza di comfort e servizi adeguati resteranno sempre dei turisti mordi e fuggi.

Caffe dei Costanti...Ieri oggi e Domani

Si è da poco conclusa la Kermesse dal titolo ” Ieri , Oggi , Domani l’evoluzione del bere miscelato dal dopoguerra ad oggi ” hanno preso parte all’ evento molti Barmen e simpatizzanti dell A.B.I. Professional , tra i presenti anche molti Consiglieri, tra cui , Cisotto , Dallavalle , Cruder , Evangelista , e il Presidente Caselli accompagnato dal segretario nazionale , la bellissima Sandra Haruko Civieri.

E’ stata sotto molti aspetti una bellissima giornata trascorsa all’insegna della cultura e del buon bere . L’azienda Nonino , presente con i suoi prodotti , ha messo in palio un soggiorno presso l’azienda stessa , ai primi 3 classificati nella gara dei cocktails con la grappa , i vincitori avranno cosi modo di poter visionare di persona tutto il processo evolutivo della grappa , dallo stoccaggio dei graspi sino al confezionamento del prodotto finito, durante la manifestazione Paolo Baldini a declamato i grandi Barmen del passato , è stato un momento molto coinvolgente che ha unito in un lungo applauso tutti i presenti alla manifestazione . Noi non possiamo dimenticare i grandi barmen che hanno fatto la storia del bartending in Italia , al di’ la di qualsiasi associazione si faccia parte. Nota di colore , applauditissima ed apprezzata da tutto il pubblico è stato il gioco di trasformismo eseguito ad hoc dal nostro socio Alessandro Bonventi , che per l’occasione
ha voluto interpretare i diversi ruoli del Barman nel corso del tempo in maniera divertente
e ironica.
A.B.I. Professional ringrazia tutti gli intervenuti ed i partecipanti , e rinnova l’augurio di
organizzare con loro nuove e interessanti manifestazioni .

"La Fiera? La rivoluzionerei così": Ambra Bidini e la sua tesi di laurea sull'Antiquaria.

E’ giovane, anzi giovanissima, ma innamorata della Fiera. Anche perché grazie alla Fiera ha completato a pieni voti la laurea di specializzazione al,la Libera Accadema delle Belle Arti di Firenze. Si chiama Ambra Bidini e la tesi l’ha discussa sulla Fiera Antiquaria.

L’ha analizzata nei suoi limiti (senza i timori di chi nelle istituzioni ancora ha paura della verità sulle edizioni peggiori perché dire la verità sarebbe cattiva pubblicità…) e nelle sue prospettive. E propone una riorganizzazione che concentri le zone di vendita per prodotti simili: è vero, Ivan Bruschi non lo avrebbe mai consentito ma forse sarebbe stato anche il primo ad apprezzare il coraggio di chi, giovane, si metta in gioco.

«Ho studiato una mappa interattiva: e una reale, con quattro accessi all’evento, uno per ogni parcheggio esistente, riferimento per i vari quadranti». Esalta l’inserimento della Fiera nel centro storico. «E per questo dovrebbe essere anche un volano per la città». Propone totem interattivi sul percorso, clicchi e scopri dove andare. La tesi la racconterà nei suoi dettagli venerdì pomeriggio ai Costanti, in un evento di prologo alla Fiera di marzo.

Fino al 7 marzo andranno in onda spot promozionali della Fiera Antiquaria sui canali Sky, video di 30 secondi programmati su varie fasce orarie per chi è abbonato alla pay-tv. Ma non è l’unica apparizione nei media della Fiera e l’assessore Paola Magnanensi ha fatto il punto di questa attività promozionale: “stiamo lavorando a un progetto con la Rai e per portare la Fiera a Milano in uno spazio unico, a luglio all’ExtraExpo, vicino a Piazza Duomo, nell’ambito di un progetto tutto aretino. Il nostro impegno sta dando i suoi frutti, il lavoro congiunto è fra Comune, Camera di Commercio, comitato tecnico e gli amici della Fiera che ci danno una grossa mano per rilanciare alla grande la manifestazione.

Riprenderemo i venerdì della Fiera e il 27 febbraio alle 16 al Caffè dei Costanti presenteremo una tesi da 110 sulla Fiera Antiquaria dell’aretina Ambra Bidini. Sabato verranno dall’Argentario alcuni amministratori, è un bacino di utenza che ci interessa per uno scambio interculturale che coinvolge peraltro molti turisti stranieri. Arriveranno infine a disposizione dell’ufficio, che ringrazio per il lavoro, Sara, Valentina e Michela, tre civiliste che collaboreranno fattivamente”.

Il presidente Andrea Sereni, accompagnato da Anna Lapini ha sottolineato che “la Camera di Commercio non può che essere a fianco di questo tassello importante della nostra economia, un autentico gioiello. L’istituto che presiedo ha intenzione di aumentare le risorse per la Fiera, a dispetto del momento. I canali nazionali di promozione sono ovviamente di primaria importanza e su questi contiamo per vedere aumentare i visitatori”. “Il mio compito – ha aggiunto Anna Lapini – è riportare in Camera di Commercio innanzitutto la voce degli imprenditori, le loro aspettative e necessità”.

Fabrizio Piervenanzi, membro del comitato tecnico in rappresentanza del sindaco: “il Comune ha riassunto la gestione dell’evento e questo ha voluto dire soprattutto un ritrovato entusiasmo e un clima sereno di collaborazione. Grazie a queste premesse siamo intanto arrivati a Sky, contiamo di raggiungere altri traguardi. Le critiche sono ben accette, da parte di tutti, ma non dimentichiamo che il primo bacino di utenza della Fiera è Arezzo e la sua provincia: allora, certe notizie che escono il sabato mattina e mettono in cattiva luce la manifestazione, possono indurre un cittadino di Montevarchi o Sansepolcro a pensare che sia inutile visitarla”.

Alan Borghini, presidente dell’Associazione collezionisti storici: “abbiamo avuto 14.000 visitatori da febbraio 2014 alle nostre mostre collaterali. Ora, abbiamo attivato grazie a Casa Bruschi una collaborazione con una rivista fondamentale per il settore: la Gazzetta dell’Antiquariato, vende 10.000 copie mensili in abbonamento, dunque ha un’alta fidelizzazione. La Fiera vi apparirà con 4 pagine fisse dal prossimo e per 10 numeri. Poi abbiamo pensato a un format tv ‘Il cacciatore di storie’, ad aprile gireremo le prime 6 puntate. Protagonisti oggetti particolari, strani, curiosi e accattivanti. Faccio un esempio, basandomi sull’ultimo rinvenuto da uno dei nostri soci, ovvero la lettera di un soldato napoleonico alla sua fidanzata in Francia. Nella Fiera di aprile, al Benvenuti ad Arezzo, oltre alle prime riprese, faremo anche il casting e chiederemo: avete in casa un oggetto antico che cela una storia? Contattateci. Vedremo di promuovere il format in canali tipo History e National Geographic”.

Città d'inverno a metà prezzo: accordo fatto. Card a chi consuma da aprile, nei negozi supersconti un giorno la settimana

Arezzo, 5 febbraio 2015 – La ricetta salvacentro non solo è pronta: a questo punto è operativa. Lo è, almeno strategicamente, da ieri: perchè a questo punto Marco Grotti, che si è inventato questa formula, ha trovato l’accordo con l’associazione commercianti. E la corazzata organizzativa di via XXV Aprile si è già messa in moto per renderla non solo promettente ma fattibile.

La città a  metà prezzo. O meglio ancora l’”Happy Town”, nome ispirato a quell’happy hour che ha rivoluzionato il mondo degli aperitivi e riconciliato i consumatori con gli alcolici proprio puntando sui prezzi.

La prova? Dal confronto avvenuto ieri, con la presidente Anna Lapini a guidare la delegazione di Ascom, la mossa esce trasformata. Ecco come. La soluzione del dimezzamento dei prezzi riguarda in prima battuta bar, ristoranti, alberghi, accoglienza, degustazione. Naturalmente chi ci sta, un po’ come su tutta la soluzione.

Per i negozi ci sarà un canale bis, anzi un doppio canale tipo quello della scuola. Agevolazioni fortissime (entità da definire ma almeno del 25%) ma concentrate in un giorno della settimana: quasi certamente il giovedì, che dai dati emerge come il giorno debole sul piano degli affari. E in questa maniera l’idea diventa non solo una ricetta per richiamare i turisti, unici interlocutori del progetto metà prezzo, ma forse anche per provare a corroborare i periodi di stanca delle vetrine.

Modalità? Da aprile chi fa consumazioni (a tavolino nei bar, pranzi o cene nei ristoranti e via dicendo) riceve se turista una card. Con le sue generalità, nome e cognome, se non altro per evitare che diventi una scorciatoia attraverso la quale abbattere qualunque tipo di spesa nei locali. A quel punto se io sono capitato ad Arezzo non solo come turista ma anche semplicemente perché ero ad un convegno o avevo fatto una consegna in città mi ritrovo in tasca una tesserina (tipo bancomat) da sfruttare al mio ritorno, meglio se con famiglia perfino allargata, nei mesi da novembre a marzo. E questo magari mi invoglierà a tornare davvero dove non sarei tornato. Quello che spenderò, anche se dimezzato, sarà comunque un plus: l’idea alla fine è tutta qui.

La proposta si rivolge non solo al centro storico ma a tutta la città. Sarebbe impensabile creare uno squilibrio tra un locale di Pescaiola e una di piazza Grande. E più che impensabile sarebbe profondamente ingiusto: e così in questo senso la soluzione è anche tra le prime che non fa differenze tra il negozio del Corso e quello di  quartiere. Anche se, è chiaro, rivolgendosi ai turisti resta una ricetta che ha soprattutto una ricaduta sul centro.

E per farle conoscere? Tante soluzioni tecniche e una sicurezza: ci sono già sponsor pronti a intervenire per una promozione di livello nazionale. Che è l’unica plausibile per un’idea che ammicca al turista e al non aretino.

Una curiosità finale. Resta l’embargo nei giorni della Fiera Antiquarias, perché quello è un periodo di “alta stagione” e funziona così dappertutto. Però è anche vero che se vengo per la Fiera e faccio una consumazione o un acquisto a quel punto ho un motivo in più per tornare anche in un weekend diverso da quello della Fiera. Ingredienti che sono stati giudicati idonei a provarci: a cominciare dalla ricerca di adesioni, che sarà proprio l’Ascom a misurare sul campo con una serie di incontri. Lì, al capezzale di una città che per sei mesi è malata. Se non altro di solitudine.

Città per sei mesi disertata dai turisti: Marco Grotti propone l'"happy town" invernale, tutto a metà prezzo

Arezzo, 29 gennaio 2015 – Chiude quattro giorni alla settimana: ma prova ad andare avanti. “Per sei mesi è il deserto: o ci inventiamo qualcosa o qui salta tutto”. Pensa al centro ma è chiaro che il riferimento è a tutta la città. Marco Grotti, uno dei titolari dei Costanti, lancia la sua idea: città a metà prezzo.

A metà prezzo per sei mesi, dal ottobre a marzo. Tutto: locali, trattorie, alberghi, musei ma anche meccanici, dentisti, parcheggi e via dicendo.  Tutto quanto può servire al turista. Chiave? Chi è già stato ad Arezzo sfoggia lo scontrino e quello gli vale una card per gli sconti. Un “happy town” riferendosi all’”happy hour”: lo spazio di tempo nel quale scattava lo sconto sulle bevande alcoliche. Pari pari da trasferire nel fronte turistico.

Una spallata che vuole anche essere un passepartout per la comunicazione: un messaggio come “Arezzo, la città per sei mesi a metà prezzo” in effetti è di quelli semplici, asciutti e che arrivano.

Intanto è arrivato ad altri protagonisti. “MI sembra un’idea originale ed efficace: siamo con Marco, pronti non solo a scommetterci ma anche a investirci” dice il direttore dell’associazione Commercianti Franco Marinoni. “Una buona idea, ma ora si tratta di trovare le adesioni. Abbiamo già fatto due incontri, altri ce ne saranno. Il vantaggio sarebbe quello di poter riportare in città con famiglia e amici quanti, e sono la maggioranza, qui arrivano per motivi professionali e di lavoro”

 

http://www.lanazione.it/arezzo/citt%C3%A0-per-sei-mesi-disertata-dai-turisti-marco-grotti-propone-l-happy-town-invernale-tutto-a-met%C3%A0-prezzo-1.617400

L'Università Usa verso l'Accademia dei Costanti: accordo quasi fatto per riaffollare i locali storici

Le stanze eternamente deserte, e che riflettono una fetta importante della storia aretina, stanno per riempirsi di nuovo. Merito dell’Università dell’Oklahoma, una delle realtà culturali più importanti tra quelle che si sono affacciate via via in città. Da sette anni porta ad Arezzo migliaia di studenti, circa 400 all’anno: e ha saputo anche creare un legame solido con tanta gente.

Una crescita che fatalmente costringe a cambiare gli spazi e gli ambienti. E ora è davvero ad un passo la scelta di uno spazio di grande qualità: quello dell’ex Accademia dei Costanti. Spazio che è privato e che è stato via via affittato per destinazioni di breve periodo: dal set del film di Pieraccioni, i cui interni sono stati girati quasi tutti lì dentro, a feste, compreso un veglione di Capodanno. Un salone splendido, quello delle feste, e che ai tempi del Magistero ospitava le tesi di laurea. E tanti altri ambienti.

A quel punto, conoscendo le abitudini dell’università diretta da Kirk Duclaux, spunterebbero eventi ed appuntamenti che darebbero non solo agli studenti ma anche alla città la possibilità di riscoprire quegli spazi. Mentre la stessa università sta lavorando alla ristrutturazione del vecchio monastero di Santa Chiara in via San Domenico, uno spazio di tre piani nei quali realizzare l’ostello, o meglio la residenza degli studenti, corredata di biblioteca e altri servizi.

http://www.lanazione.it/arezzo/l-universit%C3%A0-usa-verso-l-accademia-dei-costanti-accordo-quasi-fatto-per-riaffollare-i-locali-storici-1.593928