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Crepes suzette

Il Sughero

Il sughero e’ un materiale di origine naturale, derivante dalla corteccia di una particolare quercia (quercus Suber L) che si trova principalmente nel bacino mediterraneo, ad esempio: Sardegna, sud della Francia e Spagna, a nord della Tunisia, del Marocco, dell’Algeria e nel centro sud del Portogallo. Non tutte le querce da sughero sono adatte per produrre un buon tappo per vino le migliori produzioni si hanno in  Portogallo Spagna e Sardegna. La maggior parte dei tappi da vino sono detti Tecnici, cioé formati da una parte di sughero granulato agglomerato mediante collanti poliuretanici e da una o piu’ rondelle di sughero sottile.

Una quercia da sughero impiega circa  40 anni per entrare in produzione, infatti dopo 25- 30 anni, appena la pianta ha raggiunto il diametro minimo la corteccia viene staccata per la prima volta (questo sughero e’ detto maschio) e non è adatto per i tappi in questione. Dopo 10 anni la pianta riformerà uno strato sufficiente e spesso di sughero detto femmina, e solo dopo altri  8 – 10 anni si potrà avere altro sughero idoneo. Il sughero femmina verrà lasciato per minimo di 6 mesi all’aria aperta per la stagionatura, dopodiche’ sarà effettuata una prima selezione in quanto vanno eliminati i sugheri a macchie gialle per effetto di certi microrganismi.

Quello selezionato verrà bollito in acqua a 100°C per circa un’ora per eliminare le sostanze idrosolubili ed aumentare la morbidezza. Il sughero rimarrà 15 giorni ad asciugare quindi sarà nuovamente selezionato ed scartato delle parti alterate (sughero verdonato). Quindi sarà nuovamente bollito per  1/2 ora per aumentare lo spessore e raggiungere la consistenza ideale per il taglio. Verra’ fusellato per ottenere il tappo grezzo e lavaggio in acqua per eliminare le polveri.

Seguira’ un secondo lavaggio in acqua ossigenata o acido peracetico o sulfaminico o con metabisolfito per la disinfezzione dei tappi  dopo di che possono essere fatti dei trattamenti per il colore e la porosità, infine verrà classificato in classi omogenee ed in ultimo sarà rivestito con particolari siliconi elastomeri che lubrificano il tappo e facilitano la sua introduzione nel collo della bottiglia e la successiva estrazione.

Polifonico 2015: ritorno alla Pieve

Non sarà il Teatro Petrarca ma bensì la Pieve di Santa Maria ad ospitare l’edizione 2015 del Polifonico. Un ritorno alle origini per la Fondazione di Guido d’Arezzo che, insieme a Comune e Regione Toscana, è pronta per sette giorni di grande musica. Dal 23 agosto e fino al 30, la città ospiterà il 63esimo Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo”.

Nove cori provenienti da tre continenti diversi si esibiranno per riuscire a conquistare gli ambiti premi. Contestualmente avranno inizio anche il XXX Festival Corale Internazionale di Canto Corale e il XLII Concorso Internazionale di Composizione “Guido d’Arezzo”.
Quella 2015, come hanno sottolineato gli organizzatori, sarà un’edizione con numeri più contenuti rispetto a quelli degli scorsi anni. Le ragioni sono tutte di carattere economico.

“Il Ministero – sottolinea il presidente della Fondazione Guido d’Arezzo Carlo Pedini – ha dato applicazione al decreto che riguarda la partecipazione dello Stato nelle varie iniziative e settori che riguardano la musica e le arti. In questo elenco il Polifonico non c’è, dunque abbiamo dovuto far fronte alle spese necessarie avvalendoci solo dell’aiuto del Comune di Arezzo e degli sponsor che hanno confermato la loro disponibilità. Ci auguriamo che la domanda triennale di contributo redatta dalla Fondazione possa trovare comunque risposta anche se tuttora, permane una sensibile incertezza”.

“Il Polifonico – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – è insieme alla Giostra del Saracino e alla Fiera Antiquaria, una delle tre eccellenze culturali che rendono Arezzo famosa in tutto il mondo. Personalmente auspico per il futuro che il Polifonico possa diventare una rassegna ancora più importante, in virtù del fatto che viene realizzato in quella che è la patria di Guido d’Arezzo”.

http://www.arezzonotizie.it/cultura-eventi-spettacolo/polifonico-2015-ritorno-alla-pieve-edizione-al-via-tra-musica-e-ristrettezze-economiche/

Associazione italiana barmen e sostenitori: dalla fondazione ai nostri giorni

AIBES-1Nell’immediato dopoguerra, accantonate in parte le preoccupazioni, l’Italia può riscoprire i piaceri di ogni giorno. In questo clima l’A.I.B.E.S., Associazione Italiana Barman e Sostenitori, viene fondata il 21 Settembre 1949, per iniziativa del Conte Antonio Spalletti Trivelli, possidente. L’iniziativa del conte viene condivisa da altre nove persone:
Giorgio Tremi, ingegnere e cavaliere del lavoro; Cesare Ponti,banchiere; Enrico De Andria, antiquario; Max Imbert, antiquario; Pietro Grandi, commendatore e direttore d’albergo; Rigoletto “Rigolo” Bendetti, barman; Giovanni Belloni, commerciante e pittore; Federico Pariani, ingegnere; Max Origoni, industriale.

Un barman, quindi, ed un albergatore, ma ben otto estranei all’ambiente del pubblico esercizio fra i suoi fondatori. L’A.I.B.E.S., nella storia, è l’unica associazione di categoria voluta e promossa, più che dai facenti parte, dai suoi clienti. Infatti il primo presidente dell’associazione, il promotore Antonio Spalletti Trivelli, ben presto cede l’incarico a Pietro Grandi, rimanendo però Presidente Onorario.

I presidenti dell’A.I.B.E.S., dalla fondazione, sono stati: Pietro  Grandi, Angelo Zola, Stefano Preti, ancora Angelo Zola, Luigi Parenti, Umberto Caselli, Giuseppe Diani, Ferruccio Bocus, fino ad arrivare all’attuale terza presidenza di Umberto Caselli. La prima sede dell’A.I.B.E.S. fu l’Albergo dei Cavalieri, in Piazza Missori 1, a Milano. Alla prima lettera, spedita il 17 Novembre 1949 nei bar più prestigiosi d’Italia, risposero 29 barmen professionisti che si erano distinti per la serità con la quale svolgevano il loro lavoro. E quei 29 barmen furono il nucleo originario dell’A.I.B.E.S. Oggi, e questo è un dato che fa capire la crescita dell’associazione, i soci sono circa 3.300.
Il primo concorso organizzato dall’A.I.B.E.S. si svolse a Torino, dal 3 al 5 ottobre del 1950. Lo sponsor era Martini & Rossi. Le finalità di quel concorso si possono ricavare dalla motivazione “Accrescere la preparazione professionale e fornire una specifica esperienza in materia di concorsi ai barman italiani, i quali, in avvenire, saranno chiamati  a difendere nelle competizioni internazionali la nobile tradizione italiana”. 

L’A.I.B.E.S. è altresì membro fondatore dell’Associazione Internazionale dei barman. Tale associazione, che, in ossequio alla diffusione della lingua inglese, verrà sempre denominata con la sigla I.B.A. (International Bartenders Association), fu costituita a Torquay, cittadina della costa meridionale inglese, il 24 Febbraio 1951.
Garantire un’adeguata preparazione e qualificazione professionale dei propri soci è sempre stato l’obiettivo principale dell’A.I.B.E.S. Dalla fondazione ad oggi, l’attività dell’associazione italiana è proseguita con successo. Accanto ai soci effettivi sono aumentati anche i Soci Sostenitori ed onorari.
Cinquanta anni di storia riassunti in poche righe: un’impresa ardua, ma nel tempo stesso facile, perché in questo mezzo secolo l’A.I.B.E.S. ha conservato intatta, senza il minimo mutamento, la politica fissata dallo statuto del 1949: quella volta alla tutela e all’insegnamento della professione, affinché un barman A.I.B.E.S. sia in ogni caso giudicato un professionista inappuntabile.

S.Francesco show: la serata Veronesi-Haber studiata per Arezzo.

Due anni fa San Francesco era la Cinecittà di Pieraccioni, tra il set fisso all’Accademia dei Costanti e le riprese notturne che calamitatono intorno mezza città. Due anni dopo San Francesco resta nel filone Pieraccioni e propone la coppia del suo cavallo di battaglia,. “Il Ciclone”, tra l’altro girato proprio a Stia e dintorni.

“Aggrappiamoci alla cultura” è il titolo dell’evento in programma giovedì alle ore 21.15 proprio in piazza san Francesco, il ritorno alla ribalta di uno spazio quasi naturale per gli eventi estivi. L’ideazione del progetto e il coordinamento organizzativo globale sono di Gianluca Bertoletti. Sul palco Giovanni Veronesi e Alessandro Haber. Loro, due dei protagonisti del ciclone. Lo sceneggiatore di quello e di tanti altri film di Pieraccioni e l’impresario del gruppo di flamengo che in piazza Tanucci trovava la donna della sua vita.

L’ideazione del progetto e il coordinamento organizzativo sono di Gianluca Bertoletti.  L’assessore Comanducci: “due eccellenze della cultura ad Arezzo che riassumono arte, cinema, teatro, poesia, sceneggiatura, regia, canto. Sono Giovanni Veronesi e Alessandro Haber, amici e soprattutto amici dell’arte che vogliono celebrare e offrire ad Arezzo, guidati da un intento culturale a cui ci dobbiamo aggrappare. Questo è un regalo che facciamo alla città ma anche un primo step di un progetto sul quale lavoreremo, assieme a Gianluca Bertoletti, per riportare Arezzo nel giro delle produzioni cinematografiche e documentaristiche, per riportare Arezzo nel mondo restituendole, come merita, respiro internazionale”.

Lo spettacolo sarà a ingresso gratuito “e di questo dobbiamo ringraziare – ha sottolineato Gianluca Bertoletti – due grandi istrioni che daranno vita a uno spettacolo pensato apposta per una delle piazze più belle. Vivo qua da pochi mesi ma già posso dire che la città è bellissima e mi sorprende la scarsa conoscenza che ne hanno i turisti. Ecco allora l’idea di mettere in campo progetti importanti, come accennava l’assessore. Ne posso anticipare uno: Luca Verdone, regista e fratello di Carlo, ha già pronta una sceneggiatura su Giorgio Vasari. Credo che avremo Luca ospite a settembre. Obiettivo dichiarato è ricavare da essa un docu-film, girato ovviamente ad Arezzo, su questo straordinario personaggio conosciuto in tutto il mondo”.

Shopping sotto le stelle ad Arezzo: arrivano i saldi

Sabato 4 e venerdì 10 luglio doppio appuntamento estivo per “Shopping sotto le stelle”, la notte bianca di Arezzo che trasforma gli acquisti in un’occasione di incontro e festa per tutta la città. Giunta alla settima edizione su iniziativa della Confcommercio con il patrocinio del Comune di Arezzo e, quest’anno, il contributo della Banca Valdichiana, la maratona no-stop dello shopping vedrà i negozi del centro storico aperti fino alla mezzanotte, in uno scenario frizzante fatto di musica, animazioni e tante proposte gastronomiche all’aperto, con i locali che allestiranno fuori tavoli e sedute.

Questa mattina (lunedì 29 giugno) il programma degli eventi è stato presentato ad Arezzo durante la conferenza stampa che si è svolta all’interno del Caffè dei Costanti, alla presenza della presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, della vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei e del direttore generale di Banca Valdichiana Fulvio Benicchi. Tra le novità dell’edizione 2015, il 4 luglio c’è la chiusura al traffico dell’intero boulevard via Roma-via Crispi fino all’incrocio con via Guadagnoli (chiusura ‘ridimensionata’ il 10 fino all’incrocio con via Margaritone) e insieme quella di via Vittorio Veneto, che consentirà così alla festa di allargarsi oltre la città murata per almeno una sera.

L’avvio di “Shopping sotto le stelle”, sabato 4 luglio, promette di essere particolarmente scoppiettante vista la concomitanza con la data ufficiale di inizio dei saldi estivi di fine stagione, che potrebbe convincere molti a prolungare fino a tarda sera la visita di rito ai negozi e, si spera, a concretizzare gli acquisti. Sarà quindi una sorta di lunghissimo D-Day dello shopping a prezzi tagliati, in cui le percentuali di sconto già alte (dal 30% in su) potrebbero convincere anche i consumatori più restii. Ma il segreto vincente dell’evento rimane l’abbinamento tra i negozi aperti, le vetrine illuminate e un programma ricco di iniziative che favoriscono la socialità e il divertimento per tutte le età.

Tra gli eventi in serbo per il 4 luglio ci sono la fiesta latina organizzata da Salsa Na Ma, che farà ballare piazza Sant’Agostino a ritmo di salsa; il concerto della Ballantine Band in piazza San Francesco, di fronte al Caffè dei Costanti, e l’esotica danza del ventre nella parta alta di via Madonna del Prato. Nel “boulevard” saranno tre le postazioni musicali: in via Roma lo show di Enzo Scartoni, condito con un po’ di karaoke aperto al pubblico, in via Crispi il live di musica jazz (davanti ai negozi Sabot e Crispis) e un’area (nei pressi del negozio Banelli) dedicata al classico pianobar, che farà da sottofondo alla sfilata di moda e gioielli allestita dai commercianti. Anche in via Veneto sarà attivo per tutta la serata un punto musica con pianoforte e voce.

Non mancherà l’oasi del divertimento per i bambini, che sarà allestita di fronte all’anfiteatro e vedrà schierati i gonfiabili dei maestri giostrai Alessandro Cerini e Marco Catellani, la Banda dei piccoli chef con i suoi laboratori didattici per imparare a mangiare e cucinare divertendosi, infine altre animazioni come le sculture di palloncini. Per le offerte gastronomiche c’è solo l’imbarazzo della scelta fra le tante cene e apericene curate dai bar, ristoranti e gastronomie dell’area. In particolare, si segnalano le cene collettive sotto le stelle organizzate in via Vittorio Veneto dai locali Dario e Anna, Bar dell’Una, Albikokka, Nemastey India, Yamatoji e Hot Bar, e quella di via Crispi organizzata dai ristoranti Olga e Albano, Crispis, Il Vicolo e Il Cantuccio. Venerdì 10 luglio si aggiungerà al già ricco carnet degli eventi anche il lancio delle lanterne dei desideri in piazza Sant’Agostino.

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Icastica: le installazioni in città

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E’ un po’ come una caccia al tesoro. La sfida, spesso a suon di foto postate sui social, è a chi individua per primo il nuovo allestimento in città.E’ Icastica, rassegna d’arte contemporanea, che espone le sue opere anche internazionali dentro musei e palazzi storici, ma, come da tradizione, anche con installazioni esterne, tra le vie del centro.

Icastica, tra mille contestazioni, è arrivata alla sua terza edizione. Creatura dell’ex assessore alla cultura Pasquale Macrì, dimessosi lo scorso aprile, continua ad incuriosire, e al tempo stesso, a far discutere.

Dopo la presentazione alla Fondazione Terzo Pilastro a Roma, tra due giorni (il 27 giugno) prenderà ufficialmente il via per chiudere dopo tre mesi, il 27 settembre. E in città hanno fatto la loro comparsa le prime installazioni tra la curiosità generale. Le prime in assoluto sono state le piantine di pomodori comparse nei vari spazi verdi della città. Strisce di terra che per l’occasione sono state meticolosamente arate e seminate. Un piccolo orto nel pieno della città.

Sotto i portici di via Roma ha fatto la sua comparsa un grosso bufalo nero, dall’aspetto minaccioso. E ancora, attenzione, c’è un lupo a spasso in città. In piazza San Jacopo, a ridosso dei portici, è invece atterrato, o forse precipitato, un enorme aereo, “Mig 15″ un’opera dell’artista torinese Paolo Grassino.Mentre Corso Italia, dopo gli uomini con l’ombrello, sta ospitando delle sagome stilizzate di uomini colorati, che fluttuano appesi a dei fili. In galleria ci sono invece le mammelle di mucca extra large dell’artista brasiliano Ernesto Neto. In Sant’Ignazio, dove 2 anni fa espose le sue bare Yoko Ono, verranno installati 12 monitor per proiettare un’opera video del dissidente cinese Ai WeiWei.​

E in piazza San Francesco “palpita” un grosso cuore nero. 

Che cosa sono i lieviti?

Sono dei microrganismi unicellular, cioè costituita da un’unica cellula, ed appartengono alla categoria dei Funghi sono detti  pure blastomiceti. Sono comunemente detti saccaromiceti .
In un litro di mosto appena prodotto ve ne sono dai 2 ai 100 milioni suddivisi in diversi tipi appartenenti a migliaia di ceppi.

Quando il mosto e’ pronto, i lieviti si nutrono dello zucchero in esso contenuto e qui respirano come un essere vivente normale, con la sola differenza che quando hanno consumato tutto l’ossigeno a disposizione invece di morire fermentano utilizzando lo zucchero trasformandolo in alcool etilico e anidride carbonica oltre che ad alcuni prodotti secondari.

Per poter fermentare senza troppe difficolta’ i lieviti hanno bisogno di una temperatura compresa tra i 10 e i 30 gradi centigradi. Nel vino sono interessanti i lieviti  Cocchi di forma tondeggiante e di scarso rilievo nel mosto del vino; mentre i lieviti Apiculati di forma simile ad un limone svolgono varie azione sgradite alla vinificazione; mentre quelli Ellitici di forma omonima sono ottimi vinificatori.

Anche Arezzo fa festa con l'Arcobaleno: in tavola i vini locali per il super-brindisi

Da piazza Sant’Agostino a piazza della Badia, da San Francesco a Guido Monaco, da piazza San Jacopo a piazza Grande fino al Giotto. Ad Arezzo, da nord a sud, in lungo e in largo dal 19 al 21 giugno, si brinderà all’arrivo dell’estate sotto un unico grande arcobaleno. Un arcobaleno che si estenderà poi un tutta la provincia, da vallata a vallata. Dalle altezze della Croce del Pratomagno, alla storia di Cortona e del Maec, con un salto nei migliori ristoranti della Valtiberina e tra le vie di San Giovanni in festa. Aperitivi, menù a tema e ancora musica e brindisi. Anche quest’anno Arezzo vuole dedicare tre giorni alla sua estate, per valorizzare le sue bellezze, nascoste negli angoli di piccoli borghi o nelle piazze più famose. Nei piatti di osterie in vie anguste o nei locali super alla moda.

http://www.lanazione.it/arezzo/eventi-arezzo-arcobaleno-1.1049666